C’è un momento, poco prima delle gare, in cui il rumore della città svanisce. Resta solo l’attesa del pubblico, il respiro dei cavalli, il profilo delle tribune che si staglia contro il cielo milanese. È lì che l’Ippodromo Snai San Siro ritrova, ancora una volta, la sua magia.
Nel corso dell’autunno due appuntamenti in particolare hanno regalato al pubblico la consapevolezza di essere di fronte a un grande evento: il weekend del galoppo con il Gran Premio del Jockey Club, e quello del trotto con il ritorno del Gran Premio Paolo e Orsino Orsi Mangelli.
Il 19 ottobre l’Ippodromo si è riempito di entusiasmo ed energia con oltre 3.500 persone che hanno assistito allo spettacolo del Gran Premio del Jockey Club S.I.R.E. – Trofeo Pio Bruni.
L’atmosfera, complice Halloween, ha regalato a grandi e piccoli tante sorprese: il Paddock si è trasformato in un villaggio colorato grazie alla collaborazione tra Fondazione Snaitech e Fondazione Francesca Rava, con laboratori creativi, cacce al fantasma, balli, la Parata dei Mostri e il sempre amatissimo “battesimo della sella”. Una carrozza d’epoca ha riportato tutti indietro nel tempo, mentre i tour #ScopriSanSiro hanno raccontato aneddoti e curiosità dell’impianto liberty.
In pista, la 103ª edizione del Jockey Club ha consacrato Eydon, il sei anni di Andrew Balding di proprietà del Principe Faisal, capace di imporsi con autorevolezza e di aggiungere un nuovo tassello al suo già importante palmarés internazionale. Accanto a lui, le altre prove di Gruppo — il Premio Dormello (G2), il Gran Criterium (G3) e il Premio del Piazzale – Memorial Enrico Camici (G3) — hanno scandito un pomeriggio di corse appassionanti e tecnicamente impeccabili.
È poi arrivato il momento del trotto, e con esso l’emozione del ritorno del Gran Premio Paolo e Orsino Orsi Mangelli, dopo sette edizioni di “lontananza”. Rivedere il Gran Premio sull’ovale milanese, sulla nuova pista inaugurata nel 2024, ha avuto il sapore delle ricorrenze importanti, dei cerchi che si chiudono.
Sabato primo novembre la corsa di Gruppo 1 dedicata ai tre anni — italiani e stranieri — non ha solo celebrato l’eccellenza tecnica della disciplina, ma anche la memoria del “padre del trotto italiano”, Paolo Orsi Mangelli, un visionario che ha cambiato per sempre il destino dell’allevamento e dell’organizzazione ippica nel Paese.
La giornata ha offerto uno spettacolo che ha riportato a Milano l’élite del trotto: dalle eliminatorie e dalla finale del Gran Premio delle Nazioni – Elite UET (G1) al Mangelli Filly (G2), fino alla Coppa di Milano – Trofeo Ferrario (G3). Un sabato appassionante, nel segno di partenze che tolgono il fiato e corse combattute fino all’ultimo metro.
Due appuntamenti, in cui l’Ippodromo Snai San Siro ha dimostrato, ancora una volta, di essere molto più di un luogo di sport: è un patrimonio di tradizione e bellezza, capace di rinnovarsi e aprirsi alla città, senza perdere la sua anima.